Razza di cani da lavoro, originatasi in
Europa prima dell'era cristiana, probabilmente da un
cane asiatico di grande taglia, portato in Europa dai
soldati romani. Fin dalla metà del XVII secolo
il più importante centro per l'allevamento e
l'impiego di questo cane è stato il monastero
di San Bernardo di Mentone, che sorge sul passo del
Gran San Bernardo, a est del monte Bianco. Questa razza
fu utilizzata dai monaci prima come cane da guardia
e poi come cane da valanga per il recupero dei dispersi.
Questi cani, infatti, sono dotati di un ottimo fiuto
e di un eccellente senso dell'orientamento, per cui
sono particolarmente adatti a ritrovare le persone sepolte
sotto la neve di una valanga o a guidare i soccorritori
durante le tormente. Grazie a queste caratteristiche,
negli ultimi tre secoli i cani di San Bernardo hanno
salvato diverse migliaia di vite umane. Il San Bernardo
è un animale grande e potente, con mantello di
colore rosso e bianco e peso compreso fra i 68 e i 90
kg. Il maschio è alto circa 70 cm al garrese,
mentre la femmina è leggermente più piccola.
Le caratteristiche fisiche dello standard sono cranio
massiccio, muso corto, orecchie pendenti di media grandezza,
occhi marroni e collo potente. Le spalle sono ampie,
il dorso è largo e la coda è lunga e folta.
Esistono due varietà di San Bernardo: una a pelo
corto, folto e liscio, e l'altra a pelo relativamente
lungo. Quest'ultima fu ottenuta a partire dal 1830,
in seguito a incroci con il terranova. "Cane di
San Bernardo," Enciclopedia Microsoft(R) Encarta(R)
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